Intanto si è approssimata la decadenza del Giallo Mondadori: è un giudizio del tutto personale, ovviamente. Ci vorrebbe un miracolo per riportare la collana leggendaria ai fasti di una volta!
Una volta qualcuno mi disse che "Il Giallo Mondadori da quando ha perso Gian Franco Orsi, è un cadavere in decomposizione". Allora pensavo fosse un'affermazione esagerata. Io lo paragonavo più che altro ad un malato grave: ma come si sa anche un malato grave può riuscire a risollevarsi dal letto e incamminarsi verso la guarigione. Io ci credevo. Ora molto molto meno. Pur non affermando trattarsi di una cadavere in putrefazione, come disse quella persona, a mio parere è un malato in coma irreversibile. Da un momento all'altro potrebbe arrivare la fine, e "nessuno si accorgerebbe domani, se il Giallo non uscisse più" mi ha detto qualche giorno fa un amico, profondo conoscitore dell'editoria poliziesca italiana. Opinione pienamente condivisibile.
Non avrei mai pensato anni fa, dopo che avevo rotto bruscamente il rapporto di amiciza che sembrava promettere bene con una persona, che un giorno avrei quasi condiviso il suo caustico giudizio. Del resto è cosa che ho già affermato in altri contesti, anche sul Blog Mondadori, e non lo dico più, tanto vale sempre, ed è accaduto pure alcune volte che sia stato zittito da chi strombazzava e plaudeva alla rinascita del Giallo: c'è chi lo fa ancora, ma in quel caso o è uno che è fuori dalla realtà (magari anche in buona fede) e non vede a due metri dal suo naso, oppure è...fuori dalla realtà. In altre parole: per vedere il buono in una barca che sta affondando e oramai è ad un pelo dall'acqua, bisogna essere veramente al di fuori della realtà oppure....al di fuori della realtà.
La faccenda dei diritti oramai è un dato di fatto. Sono tanti i romanzi che non vengono più pubblicati o ripubblicati e la ragione sono sempre i famosi diritti: l'avete capito che sono questi i nodi al pettine oppure no? Per quale motivo cinque se anni fa ancora pubblicavano romanzi di altre case editrici di un tempo (soprattutto Garzanti) col disclaimer "L'editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti di edizione e traduzione senza riuscire a reperirli: e' ovviamente a disposizione per l'assolvimento di quanto occorra nei loro confronti" ed ora quel disclaimer non appare più?
Ve lo siete chiesti? Perchè togliere dal mercato romanzi già annunciati? Date voi la risposta, tanto probabilmente sarà quella vera. Mi ricordo un caso in particolare: venne annunciato in uscita e poi ritirato per non apparire più, un romanzo già pubblicato ne Il Giallo Mondadori con il numero 51 dell'ottobre 1948: Il proiettile è di scena, di Caryl Brahms & S. J. Simon (A Bullet in the Ballet). Me lo ricordo bene per via della copertina originale del romanzo (che possiedo, ovviamente)
In più, ho avuto notizia diretta del fatto che parecchi agenti chiedano parecchio in relazione a determinati titoli. Ora, mi chiedo, come mai in passato si sono acquistati centinaia di romanzi e altrettanti racconti, e questo discorso non si è mai fato ed ora vale? Perchè probabilmente nel passato si metteva su un piatto quanto si doveva pagare e su un altro quanto si sarebbe ricavato; ora questo discorso evidentemente non ha più senso. Perchè le vendite evidentemente non tirano come un tempo.
Per quale motivo?
Errori a monte, ed errori personali
Errori a monte
Qui entro nelle mie analisi.
Innanzitutto l' errore a monte: la scelta del direttore editoriale.
Da quando la Mondadori è passata nelle mani della famiglia Berlusconi, dopo la gestione Magagnoli (funzionario di fine cultura ma pur sempre esterno rispetto alla struttura interna della redazione), la direzione editoriale è stata affidata, in successione, a quattro personaggi tutti provenienti dall'esterno: il primo, Dazieri, proveniente dai Centri Sociali, aveva scritto dei Noir italiani; il secondo, Fiocca, era un traduttore; il terzo, Altieri, il più famoso, era uno sceneggiatore di successo in America, scrittore e traduttore; il quarto, l'ultimo, Forte, scrittore ed editor. Tutti provenienti da fuori , tutti all'oscuro della storia della collana e delle dinamiche editoriali connessevi pur essendo tuttavia operatori del settore, tutti con delle idee proprie. Che poi è la vera essenza dell'affidamento: coloro che vengono dal di fuori possono avere delle idee nuove che possono contribuire ad innalzare la qualità del comparto. Idea indubbiamente solleticante. Ma che porta con sè anche un altro tipo di realtà: chi non sa nulla della struttura e della storia del Giallo Mondadori, indubbiamente farà degli sbagli, portato ad innovare. Bisogna poi vedere se questi sbagli saranno corretti o meno. Quello che è sotto gli occhi di tutti è che gli sbagli fatti dai vari editor hanno pesato insieme molto più delle innovazioni apportate. Risultato? La collana ha perso sempre più una fetta del suo pubblico e oramai si può dire che sopravviva. Notizie che mi arrivano dalla Mondadori (la divisione periodici, e nella fattispecie i romanzi gialli, perchè di amici ne ho anch'io lì), mi parlano di una situazione in fibrillazione continua. Insomma, non c'è più quell'euforia che regnava fino a qualche anno fa.
Sarebbe bastato solo affidare la collana a chi ne sapeva parecchio, tipo Giuseppe Lippi, oppure, giacchè ne era consulente già, dare a Mauro Boncompagni, la curatela della collana (quindi anche degli inediti e non solo dei classici) e la collana non avrebbe patito tutto quell'abbandono di consensi, da almeno dieci anni a questa parte.
Errori personali
Dopo l'esperienza di Altieri che aveva quasi portato alla fine della collana, ritornata in vita solo apportando tagli lineari e modifiche sostanziali (prima, eliminazione del Supergiallo, negli ultimi tempi di Altieri; poi, nella prima fase di Forte, riduzione drastica delle uscite, e uniformità di formato dei Gialli con quello dei Bestseller e Oscar Mondadori), la prima fase Forte aveva tamponato e avevamo registrato una certa tenuta: probabilmente si era ancora nella gestione dei titoli Altieri, ma cercando di invertire la tendenza all'inizio avevamo visto pubblicare tutta una serie di titoli attinenti al Giallo Classico che ci avevano portato ad avere false aspettative (due Berkeley, l'antologia radiofonica di Carr, alcuni Halter e Boileau, etc..).
Poi.... la discesa: sempre più romanzi annunciati che non venivano più pubblicati, gente che si chiedeva il perchè e lo chiedeva alla redazione sul Blog, autori sempre più anonimi e sconosciuti preferiti ai grandi del passato. Qui l'errore di Forte a mio parere, ovviamente: il preferire gli autori contemporanei a quelli del passato. Se gli autori contemporanei fossero autori tutti di grido come Cook, Lovesey, Colin Dexter, Bill Pronzini, Sallis, Crumley, Ellroy non direi nulla. Ma...Maureen Jennings, Rys Bowen, Tessa Harris...Ma chi sono costoro? Valgono i romanzi di Ngaio Marsh, Margery Allingham, Patricia Wentworth, Agatha Christie? Valgono quelli che non vedremo mai di Max Afford, Norman Berrow, Anthony Wynne, gli inediti di Philip MacDonald e Anthony Berkeley e J.J.Connington, Craig Rice? Io credo di no. Forte la pensa diversamente, questo è chiaro: altrimenti non vedremmo tutta questa roba e ne vedremmo invece dell'altra. Indubbiamente ci sono delle persone a cui queste autrici piacciono: sulla base di quello che hanno detto sul Blog Mondadori, gran parte del bacino lettori pare sia di sesso femminile. OK. E' sempre stato così. Ma non significa per forza che queste lettrici esigano queste scrittrici: quale sarebbe stata la risposta se invece di queste, fossero stati pubblicati i rimanenti romanzi di Margery Allimgham, Patricia Wentworth, Ngaio Marsh, o quelli del tutto ignoti di Gladys Mitchell o Marvis Doriel Hay? In altre parole, qual'è il precipuo compito di una casa editrice se non di indirizzare le lettrici/ i lettori, verso forme di intrattenimento che hanno nel tempo dimostrato di attrarre consensi?
Questa è la mia idea. Ma è certo che oramai una fetta di pubblico non si riconosce più nelle scelte editoriali.
E veniamo anche ad altri nodi: la gestione editoriale annuale e singoli interrogativi.
Nel gennaio scorso in un editoriale, Forte ha annunciato tutta la programmazione di tutte le collane: perchè? Io penso per togliere di mezzo tutte le diatribe che nascevano e tutte le domande, anche imbarazzanti, su cosa si sarebbe potuto pubblicare e non si era fatto, tagliando la testa al toro. In questo modo sicuramente si è eliminata una fonte di disturbo. Ma si è ottenuto in definitiva l'effetto opposto: non c'è più alcuna forma di dialogo, scontro o conversazione sul Blog, che è divenuto non un megafono nè tantomeno un'arena ma..un camposanto. Non ci va più nessuno.
Il secondo interrogativo, riguarda le uscite in edicola, e tra queste quelle che riguardano Sherlock Holmes.
Da due anni a questa parte ci stiamo sorbendo una serie infinita di apocrifi sherlockiani, uno al mese, che faranno sicuramente la gioia di quei 50-100 aficionados italiani; ma sì voglio essere buono: 500 aficionados: Di più non ci credo. Ma anche se fossero 1000, sarebbe sempre tuttavia una perdita. Perchè questi romanzi apocrifi di Sherlock Holmes, 20 fino ad ora o poco ci manca, non li vuole nessuno: non lo avete ancora capito miei cari creduloni? E' per questo che li pubblicano: perchè i diritti costano poco o nulla in confronto ai Daly King!
Per quale motivo di The Curious Mr.Tarrant, la famosa raccolta di racconti con delitti impossibili di Daly King, di cui aveva ipotizzato l'uscita Mauro anni fa sul Blog, nessuno parla più? Perchè è un progetto abortito. Costa troppo. Del resto Mauro mi ha detto che anche Marco Polillo in passato aveva pensato di pubblicare un altro racconto di di Mr Tarrant (in aggiunta ai due già pubblicati) ma non se n'è fatto più nulla perchè costava troppo.
Ora, posso capire che Polillo, che è purtuttavia un piccolo editore, arretri dinanzi ad una richiesta al di là delle sue possibilità; ma che arretri un colosso come Mondadori, che ha acquistato tempo fa persino Rizzoli, fa ridere. O piangere, fate voi. Significa che la situazione delle collane da edicola è drammatica.
Eppure ci stanno rifilando ancora apocrifi sherlockiani. Sicuramente perchè lì i diritti costano poco. Ma purtuttavia di costi per pubblicarli ce ne sono stati! Li hanno tradotti in italiano, o no? E i traduttori non certo perchè sono romanzi di autori sconosciuti, si può pensare che abbiano chiesto meno: ci sono delle tabelle, si fanno dei contratti, e il costo della traduzione non lo puoi svilire. E allora dico io: quanti romanzi di valore, di autori mooolto mooolto più conosciuti di quelli, si sarebbero potuti pubblicare, pagando magari di più in diritti? Cinque? Dieci? A parere mio sarebbero stati sempre meglio che venti romanzi di minor valore!
Non ci credete ancora?
Beh, signori e signore, anche il sottoscritto talvolta scrive racconti; un tempo ho scritto anche un romanzo che partecipò al Concorso Tedeschi e sfiorò la finale, e che non è detto che non possa pubblicare...altrove, non certo in Italia. Vabbè. Ma scrivo racconti. Talvolta anche su richiesta.
Tempo fa scrivevo e me li pubblicavano su Delos (da cui provengono Pachì e Forte).
L'anno scorso, due miei amici di oltreoceano, John Pugmire e Brian Skoupin, mi hanno chiesto un racconto, una Camera Chiusa, da pubblicare in una antologia di racconti di autori non statunitensi. John prima fu molto vago, per cui gli proposi un racconto che al tempo avevo pubblicato per Delos. Risposta: essendo un apocrifo queeniano, non si poteva fare, perchè in USA Queen è ancora protetto da diritti e apocrifi non se ne possono fare perchè non autorizzati dagli eredi. Proposi allora di cambiare ambientazione e personaggi, spostando l'azione da New York a Londra, e facendo interagire non i Queen ma S.Holmes e il Dr.Watson. Risposta: per i diritti non c'era nesun problema, ma...John mi scrisse dell'altro:
"Regarding the story set in London, change the names from Holmes and Watson to Italian ones and change the location to somewhere in Italy. People are getting really tired of Sherlock Holmes these days."
In altre parole mi propose di trasportare l'ambientazione in Italia e di sostituire a quelli dei personaggi italiani, perchè la gente è realmente stanca di Sherlock Holmes oggigiorno. Quando un editore e traduttore mi scrive questo, cos'altro può significare se non che i titoli con i personaggi sherlockiani non tirano più come prima (nel mondo anglo-sassone in cui lui opera)? (La risultante del tutto è che ne feci un altro ex novo di racconto, che è stato già da me tradotto in inglese, poi rivisto, che sarà pubblicato prossimamente in USA in una antologia.)
Note positive
Finora le note negative, ma, è bene dirlo, ve ne sono anche di positive, che sono per certi versi originate dall'atteggiamento posto in essere dalla direzione editoriale Mondadori e dai suoi effetti. Tali note positive riguardano soprattutto la ripresa dell'attività editoriale della Casa Editrice Polillo, basata oramai quasi esclusivamente sulla collana I Bassotti.
Francamente non ho ben capito se la ripresa delle pubblicazioni sia stata favorita da un superamento della criticità precedente, quindi da nuova liquidità unita alla sensazione di aver superato un periodo buio per l'editoria, oppure sia stata il riflesso della consapevolezza che l'editoria del comparto da edicola mondadoriano attraversasse un periodo di stanza e di introflessione e quindi si dovesse approfittare di tale debolezza. Questa situazione del resto si era già attuata in passato, quando, durante il periodo di indietreggiamento della produzione classica rispetto a quella di diverso genere in casa Mondadori (ai tempi della gestione Altieri), si era avuto nel contempo un innalzamento delle vendite in casa Polillo. Ora non so se la cosa si sia ripetuta o si stia ripetendo ora, ma è chiaro che quando da una parte vai via, se c'è qualcuno che fa le stesse cose meglio, finisci per cambiare casa.
Così dal dicembre del passato anno, sono stati messi in vendita già 15 romanzi.
Francamente non so se se l'iniziativa di Polillo sia destinata ad avere successo: io lo spero non fosse altro per la grande opportunità che avrebbero gli appassionati viscerali come il sottoscritto, di ampliare il parco dei propri titoli, tenuto conto che sicuramente molte cose che erano state promesse in casa Mondadori, non le vedremo più.
Altre note positive e negative
Oltre al ritorno de I Bassotti di Polillo nelle librerie, di cose interessanti ve ne sono altre in giro, ma anche riguardo a ciò non so francamente se si tratti di tentativi estemporanei oppure di inizi di iniziative a lungo termine.
Luca Conti mi ha segnalato un mese fa che Bollati Boringhieri ha pubblicato un inedito di Margery Allingham. Tutto vero ! Il titolo è Il premio del traditore, un romanzo thriller scritto in tempo di guerra, una spy story.
Se tuttavia Bollati che è una antica casa editrice si prova a pubblicare gialli, si deve menzionare il fatto che anche altre blasonate case editrici si siano già cimentate in questo. E' il caso ad esempio di Castelvecchi Editore che ha pubblicato non solo i racconti di Ernest Bramah, ma anche due volumi antologici di romanzi di Richard Austin Freeman, uno contenente Il mistero di New Inn, L'Affare D'Arblay e Il mistero di Penrose, e l'altro, L'impronta scarlatta, Il diabolico terzetto e L'inquilino sospetto. Non paghi, hanno pubblicato un altro romanzo, già nelle Palmine d'ante-guerra, il mitico La vittima sconosciuta di Jackson Gregory.
Come si vede, quindi, a differenza della Mondadori, altrove vi è un certo fermento.
Peccato che nel frattempo Stile Libero di Einaudi abbia segnato il passo e Giunti, dopo aver illuso con la pubblicazione di due grandi opere di Keigo Higashino, con una bella Camera di Jim Kelly, e due hardboiled accattivanti, uno di Gregg Hurwitz e l'altro di Chase, abbia seguito Einaudi a ruota. Un gran peccato, perchè questi titoli annunciavano un grande avvenire.
Invece Beat Edizioni continuano a pubblicare Rex Stout, anche se a me sembra che abbiano acquistato i diritti da Mondadori: i traduttori che di volta in volta si incontrano sono tutti stati di casa Mondadori. Però almeno qualcuno si prende la briga di pubblicare sistematicamente Stout, uno dei grandi scrittori americani del secolo scorso.
Ultime notizie
Le ultime notizie parlano di un inedito di giallo classico annunciato per gennaio ( ma non è detto che non lo si veda prima) ne Il Giallo Mondadori: si tratta dell'unico inedito nella collana poliziesca di Georgette Heyer, Duplicate Death, che in Italia verrà proposto col titolo, Delitto con replica. Si tratta di un buon romanzo molto classico, e con lui si concluderebbe l'elenco dei romanzi della Heyer, se, rimarco "il se", non esistesse un altro romanzo, che ovviamente nella pagina wikipedia italiana non esiste (non fidatevi mai ciecamente di wikipedia!!!!), che alcuni critici americani ritengono addirittura il migliore di Heyer, The Talisman Ring, un romanzo del 1936, calato nell'era georgiana e quindi in sostanza un giallo storico.
Lo vedremo? L'arrivo dell'inedito sarà l'inizio di un nuovo corso?
Io non ci giurerei.
Sarei il primo a battere sul tamburo se davvero dovessimo assistere ad un'inversione di tendenza.
Dei 53 anni che porto, 40 sono stati passati a leggere gialli (oltre altro) e a sentire musica classica: è chiaro che sono piuttosto sensibile a questi due argomenti. L'impressione del mio amico che ho citato è condivisa da molta gente che conosco: questo è il punto...purtroppo!
Quando posso, acquisto ancora le vecchie stagioni gialle Mondadori dove venivano pubblicati a cadenza racconti dei più vari generi e autori. Ogni volta mi meraviglio dei grandi autori, chi più chi meno, pubblicati un tempo, e quando trovo qualcosa che non avevo, faccio ancora i salti di gioria, come qualche giorno fa ho trovato un Leo Bruce, pubblicato nel Giallo Mondadori, nuovissimo, "Un caso non concluso", che non ero riuscito mai a trovare ( e leggere).
Un tempo davvero Il Giallo Mondadori ha fatto la storia del genere! Ora non so più a cosa pensare.
E intanto arriverà l'ennesimo apocrifo sherlockiano di altro (quasi) sconosciuto autore versato esclusivamente alla riscoperta di Sherlock Holmes.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Su tutto.
P. De Palma
P.S.
Siccome sono corretto, segnalo, avendolo riscontrato io stesso a Feltrinelli di Bari, che il parco di Oscar Gialli Mondadori si è, dopo i primi titoli apparsi mesi fa (sto parlando della nuova serie ovviamente), notevolmente ampliato, presentando alcuni titoli di Ellery Queen. Questa, detto tra noi, è una grande notizia e lo sottolineo. Perchè solo avendo la possibilità di leggere tutti i romanzi dei due cugini, ci si può fare un'idea della loro opera.
Finora sono solo quattro (Il mistero delle croci egizie, Delitto alla rovescia, Il gatto dalle molte code - tutti e tre già pubblicati non molti anni or sono, usciti di catalogo e ora reinseriti - e Il Mistero di Capo di Spagna, che dovrebbe essere una new entry, uno dei più cervellotici e anche estenuanti romanzi queeniani) ma io spero che vengano seguiti da altri a ruota (almeno Sorpresa a mezzogiorno, Ventimila hanno visto, Il Caso Khalkis - straordinario - e La casa delle Metamorfosi, La poltrona n.30, Un paio di scarpe, Il caso dei fratelli siamesi).
Solo così il lettore che volesse veramente addentrarsi nell'universo queeniano, potrebbe anche cercare nuovi stimoli nei saggi in inglese di Nevins.
Una sola la nota stonata (ma è un mio giudizio personale): la copertina presenta un a sorta di finestra circolare (il foro di un proiettile?) a cui si affaccia l'immagine di una figura femminile, diversa per ognuno dei quattro romanzi. Non so a chi sia venuta l'idea, ma francamente a me sembra non molto azzeccata: cosa c'entra una donna per es. ne Il caso delle croci egizie, dove non ce n'è neanche una coivolta? O in Delitto alla rovescia? Sarebbe bastato inserire in quell'oblò un riferimento al romanzo: una Tau, uno scoglio, un laccio, una giacca alla rovescia. Così invece, booh....



