lunedì 28 agosto 2017

UN RITRATTO DI ANTHONY BOUCHER



Data l’esiguità di fonti in italiano a riguardo di Boucher, la presente introduzione è stata approntata ricavando notizie anche da un editoriale scritto anni fa da Giuseppe Lippi (le parti in corsivo, citate integralmente, sono di Lippi), e dal Dizionario delle Letterature Poliziesche di Claude Maspléde .

Anthony Boucher (pseudonimo di William Anthony White) nacque il 21 agosto 1911 a Oakland, California. Perse suo padre quando non aveva compiuto ancora un anno, e pertanto crebbe con la madre, anche lei medico, Mary Parker, e con il nonno materno, William Owen Parker. Assumendo il cognome materno comemiddle name”, secondo una pratica diffusa negli Stati Uniti, il rampollo si affacciò al mondo come William Anthony Parker White, che resta il suo nome ufficiale. Tuttavia lo pseudonimo Boucher derivò anch’esso dal milieu materno: infatti la seconda moglie del nonno si chiamava Annie Boucher Hine. Gli amici lo chiamavano Tony (per es. Dannay e Mannay: Ellery Queen).
Fin da ragazzo soffrì di asma e pertanto frequentò scuole non con regolarità. Nonostante questo ottenne il diploma di scuola superiore alla Pasadena High nel 1928, mentre nel 1932 ricevette il Bachelor of Arts (laurea breve) dall’University of Southern California a Berkeley, il Phi Beta Kappa, cioè il diritto a far parte del circolo riservato agli studenti che si sono diplomati con il massimo dei voti, e un incarico di fellow presso la stessa università. Mentre studiava per ricevere il Master of Arts incontrò Phyllis Mary Price (1915-2000), la donna della sua vita, che avrebbe sposato nel 1938. Per supplire alla mancanza di tempo, imparò a leggere più in fretta del normale, e tale sua peculiarità gli servì per la sua attività di critico, riuscendo a leggere sin da fanciullo un libro in tre ore e riuscendo pure e a dibatterne. Lo interessarono sempre soprattutto romanzi polizieschi e fantascientifici, opere liriche e teatrali. Da adulto utilizzò lo pseudonimo per scrivere narrativa gialla e fantascienza, i  suoi nome e cognome autentici, per la produzione seria.
Cominciò a scrivere recensioni per il San Francisco Chronicle e per il Los Angeles Daily News , poi scrisse racconti e romanzi. Il suo primo racconto in assoluto, fu “Ye Goode Olde Ghoste Storie”,  pubblicato nel 1927, mentre il suo primo romanzo poliziesco fu  I sette del Calvario (The Case of the Seven of Calvary, noto in Italia anche come Sette volte sette), pubblicato nel 1937. L’anno dopo Boucher si sposò e dal matrimonio nacquero due figli maschi.

Siccome la sua malattita cronica, l’asma, non gli consentiva un impiego stabile, dati i suoi periodi anche di degenza, Boucher anche dopo il matrimonio continuò a fare lo scrittore, critico e consulente editoriale. Dal 1945 al 1947 scrisse soggetti radiofonici, prima di Sherlock Homes, poi di Ellery Queen, e contemporaneamente cominciò a curare una serie di collaborazioni prima il “New York Herald Tribune” e poi per il “New York Times”, per cui dal 1949 al 1968 pubblicò ben 852 puntate della celebre rassegna sulla “New York Review of Books” e questa attività, unita alle recensioni che avrebbe scritto a più riprese per l’”Ellery Queen Mystery Magazine”, “Manhunt” e altri periodici, avrebbe finito col procurargli più di un premio Edgar nel settore della critica, l’Oscar del giallo.
Nel 1945 fu tra i fondatori del MWA , Mystery Writers of America.
Dal 1947 in poi ricominciarono le difficoltà finanziarie per la fine dell’epoca d’oro degli sceneggiati radiofonici. Tuttavia dal 1951 Anthony Boucher fu eletto presidente degli MWA. Dal 1949 cominciò a tenere conversazioni radiofoniche su opere liriche.
Uomo colto e versatile, ricco di acume e sensibilità, fece della critica e dell’attività editoriale un’arte vera e propria, guadagnandosi la stima dei colleghi scrittori. Non fu mai commerciale, né come autore né come curatore di collane; caso raro se non unico nell’editoria americana, fece l’editor come si fa il romanziere e il giornalista come si fa il critico letterario, sempre dalla parte degli autori, dei lettori e del buon gusto. Di mente aperta e spirito rinascimentale, non vedeva alcuna differenza tra arti “alte” e popolari: purché  l’ingegno e lo standard qualitativo fossero elevati, avevano ai suoi occhi pari dignità.
Gli ultimi anni della sua vita dovette alternare la sua memorabile attività di critica letteraria e musicale a molte degenze ospedaliere. Morì ad Oakland, nel 1968 morì per un cancro al polmone.
Fu il primo traduttore in inglese di Jorge Luis Borges.
Nel 1970  la convention mondiale del giallo, creata in suo onore, fu chiamata da lui  Bouchercon (Anthony Boucher Memorial World Mystery Convention)
Dei sette romanzi che pubblicò, cinque furono firmati come Anthony Boucher ( e in quattro di questi agì il detective Fergus O’ Brien): I sette del Calvario (The Case of the Seven of Calvary, noto in Italia anche come Sette volte sette), Il fante di quadri (The Case of the Crumpled Knave, 1939), Gli irregolari di Baker Street (The Case of the Baker Street Irregulars, 1940), La chiave del delitto (The Case of the Solid Key, 1941), L’enigma del gatto persiano (The Case of the Seven Sneezes, 1942); altre due come H.H.Holmes (Nine Times Nine, 1940; Rocket to the Morgue, 1942).
In parecchi racconti fece agire il personaggio Nick Noble, un ex poliziotto alcoolizzato che aiuta un poliziotto a risolvere casi inestricabili: come in Crime Must Have a Stop. Oppure Suor Ursula, che appare in The Stripper, o addirittura Arsené Lupin, in un pastiche intitolato Arsené Lupin vs Colonel Linnaus. Specialista di Sherlock Holmes, in suo onore scrisse pastiches, soggetti radiofonici, articoli e il romanzo The Case of the Baker Street Irregulars (1940), dove l’indagine è condotta da alcuni fan di Holmes; scrisse anche due racconti con S.H. con commistione fantastica, apparsi in The Science Fictional Sherlock Holmes (1960)
 Bibliografia Gialla
7 Romanzi Pubblicati
I sette del Calvario (The Case of the Seven of Calvary, noto in Italia anche come Sette volte sette), Il fante di quadri (The Case of the Crumpled Knave, 1939), Gli irregolari di Baker Street (The Case of the Baker Street Irregulars, 1940), Nove volte nove (Nine Times Nine, 1940), La chiave del delitto (The Case of the Solid Key, 1941), L’enigma del gatto persiano (The Case of the Seven Sneezes, 1942), Sorella Ursula indaga (Rocket to the Morgue, 1942)
1 Romanzo Inedito (anche in USA)
The Case of the Toad-in-the-Hole
Racconti pubblicati in USA
Exeunt Murders (antologia postuma), 1983
1 Romanzo di Horror, pubblicato in USA
The Marble Forest, 1951 – con lo pseudonimo di Theo Durrant[1] di cui Boucher scrisse un capitolo –  da cui fu tratto il film Macabre (1958). Boucher si occupò anche di riunire, rieditare e pubblicare i dodici capitoli. Theo Durrant fu in origine un assassino giustiziato in Usa nel 1898.
                                                                                                Fine 1^ parte
P. D. P.



[1] Sotto questo pesudonimo agirono altri 11 autori che scrissero gli altri11 capitoli del romanzo: Terry Adler, Eunice Mays Boyd, Florence Ostern Faulkner, Allen Hymson, Cary Lucas, Dana Lyon, Lenore Glen Offord, Virginia Rath, Richard Shattuck, Darwin L. Teilhet and William Worley (da  http://www.tcm.com/tcmdb/title/26950/Macabre/articles.html     e http://www.tcm.com/tcmdb/title/26950/Macabre/notes.html )

Nessun commento:

Posta un commento